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Eccola qua finalmente finita.La copertura è stata volutamente lasciata incompleta per mostrare la struttura
sottostante...però nulla viene dimenticato, i teli mancanti sono debitamente piegati dietro la bancarella pronti ad essere messi non appena l'ortolano ritorna, lo sgabello è già posizionato!
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Quasi ultimata... la struttura che sosterrà i teli di copertura è stata realizzata, su suggerimento di mia sorella Delia,
con rametti di betulla spontaneamente caduti a terra. Il terreno su cui poggia è stato realizzato con del cartongesso seguendo il prezioso insegnamento di Oretta C.
che con questa tecnica ha salvato me e molti altri miniaturisti dalla perenne difficoltà di rendere realistici i pavimenti in pietra o piastrelle. |
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Qui si inizia a vedere, in tutto il suo splendore, la coppia di errori macroscopici che mi sono scappati per una
distrazione: le due zuccone arancioni e le zucchine, tremendamente americane, e per questo pochissimo medievali!!!
Spero, prima della chiusura della mostra, di rimediare a questa maxi-svista! |
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Stendo un velo pietoso sulle anacronistiche zucche di Halloween.. Quella che purtroppo in foto si vede meno, è la mia
preferita. L'ho ottenuta mischiando del Cernit verde scuro (morbido) a del Fimo Classic ocra (più duretto). La differenza di durezza
tra le due paste ha prodotto delle macchie molto realistiche sulla buccia della zucca.L'uva
è realizzata seguendo la tecnica proposta da Angie Scarr con leggere varianti (ad es. i pallini li ho fatti ad uno ad uno senza usare la Clay Gun che ho comprato...e non trovo più!), qui ho sperimentato il
Premo color perla anzichè il solito translucente..tanto per provare. |
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I porri
sono stati realizzati con una sfoglia skinner blend dal panna al verde scuro e poi leggermente sporcati con del colore acrilico marrone. La buccia
delle arance e dei limoni è stata ottenuta arrotondando le palline di pasta sintetica su di una grattugia per noce moscata. Prima di metterle in forno le ho spolverate con
polvere di gessetto rosso per le arance e verde chiarissimo per il limoni. Le castagne
derivano dalla applicazione della tecnica delle murrine (la stessa usata per le mele e le pere). I cavolfiori derivano anche loro dalla lettura del libro di Angie Scarr (nella
teoria) e da un workshop ADMI (nella pratica) |
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I fichi sono il frutto, è il caso di dirlo, di una bella collaborazione e amicizia. Cristina R.
mi ha spedito i pallini microscopici che aveva scovato per simulare l'interno e addirittura dei fichi, fatti da lei, per farmi capire bene come i pallini dovessero essere utilizzati. Di mio ci ho messo una variante perchè anzichè farli ad uno ad uno ho creato una
murrina con ripieno "speciale"
e il risultato sono questi fichi che, senza il magico spirito di condivisione che anima i miniaturisti di ADMI, non ci sarebbero mai stati su questa bancarella |
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Dopo le arancionissime zuccone altro velo pietoso da stendere sulle zucchine (ma voi lo sapevate che anche loro arrivano
dall'America come le patate e i pomodori?? io no!), per fortuna si vedono poco... Il radicchio è stato realizzato sempre con la tecnica delle murrine seguendo il metodo che
Sabrina R. ha illustrato per la rubrica "Laboratorio" nell'enciclopedia Negozi in Miniatura della DeAgostini a cui ADMI collabora con diversi miniaturisti. Le foglie dei
rapanelli sono state reallizzate con carta per pirrka srotolata e sagomata. Le carote ...indovinate? Angie Scarr! con variante lichene per i ciuffi. |
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Dalla tecnica per realizzare il marmo con le paste sintetiche ho ricavato una variante per ottenere dei
borlotti.I carciofi
sono un esperimento. Non ho potuto partecipare al workshop romano di ADMI in cui, tra le altre cose, si insegnava proprio la realizzazione di questa verdura e così ho cercato di intuire come si facessero con risultato un po' incerto..chiederò sicuramente ripetizioni a
Sonia! |
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